QUANDO BASTAVA PREMERE UN PULSANTE.

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QUANDO BASTAVA PREMERE UN PULSANTE.

Prima dei megapixel, degli smartphone e delle fotografie che vivono dentro un cloud, c’era una piccola scatola.

Nera, semplice, quasi timida.

Si chiamava Kodak No.1.

Il 4 agosto 1888 George Eastman registrò il marchio Kodak e portò sul mercato un’idea destinata a cambiare per sempre la fotografia: un apparecchio già caricato con 100 scatti, senza bisogno di conoscere la chimica, la camera oscura o tutti quei procedimenti che fino ad allora avevano reso la fotografia una cosa per pochi.

Bastava premere un pulsante.

“Voi premete il pulsante, noi facciamo il resto.”

E quel resto era enorme.

Per 25 dollari compravi la macchina; finito il rullino, la spedivi a Rochester e con 10 dollari tornavano a casa fotografie, negativi e fotocamera nuovamente caricata.

Erano persino rotonde, quelle prime immagini.

Oggi sembra preistoria.

Eppure, ogni volta che guardo una vecchia Kodak, penso che non sia cambiato poi molto.

Perché una fotografia, allora come oggi, è sempre un tentativo di fermare qualcosa che sta scappando.

Un volto. Una strada. Un amore. Un viaggio.

Forse è per questo che continuo a fotografare.

Cambiano le macchine, cambiano le pellicole, cambia il modo di conservare le immagini.

Ma il desiderio è rimasto lo stesso: rubare un istante al tempo.

E quel piccolo museo Kodak che conservo racconta proprio questo.

Prima o poi ve lo farò vedere. Perché alcune storie, prima di essere raccontate, meritano di essere fotografate.

#BENPHOTOSTORIE #Kodak #StoriaDellaFotografia #FotografiaAnalogica #GeorgeEastman


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