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CHI SIAMO NOI!
Stamattina mi sono svegliato con una domanda in testa: fino a dove siamo arrivati?
Una ragazza di 14 anni. Una presunta frase legata alla sua origine. Un autobus. Una storia che dovrà essere accertata, certo. Ma che ancora una volta ci costringe a guardarci allo specchio.
Quando abbiamo smesso di vedere prima la persona e poi tutto il resto?
Io non sono di destra; non sono di sinistra.
Sono una persona che crede nelle regole e nel rispetto.
Non mi interessa da dove vieni, quale sia il colore della tua pelle o in cosa credi. Se vivi accanto a me e rispetti gli altri, sei semplicemente una persona.
E se qualcuno commette un reato, deve risponderne davanti alla legge. Italiano o straniero che sia.
Perché la giustizia non ha nazionalità.
Quello che mi fa paura è vedere quanto facilmente siamo diventati “noi” contro “loro”. Ci dividiamo, ci insultiamo, ci odiamo per una bandiera, un partito, un’idea.
E intanto dimentichiamo le persone.
Ma noi… chi siamo?
Siamo davvero migliori soltanto perché siamo nati dalla parte giusta di un confine?
Io vorrei tornare a una cosa semplice: guardare negli occhi una persona e vedere una persona.
Un bambino da proteggere.
Una donna da rispettare.
Un lavoratore da tutelare.
Un colpevole da giudicare secondo la legge.
Tutti uguali davanti alla dignità.
Perché forse il vero problema non è capire da quale parte stiano “gli altri”.
È capire da quale parte vogliamo stare noi.
Io, davanti a una macchina fotografica, cerco sempre di fermare un istante.
Questa volta vorrei fermarne uno soltanto: quello in cui smettiamo di guardarci come nemici e torniamo a riconoscerci come esseri umani.
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