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Ci sono parole che un motociclista non vorrebbe mai dover scrivere.
La moto mi ha regalato la libertà. La strada mi ha insegnato il rispetto. E un incidente mi ha ricordato che basta un secondo.
Non importa chi sbaglia. Quando cadi, la pelle è la tua. La famiglia è la tua. La vita è la tua.
Ho visto troppi caschi restare sull’asfalto. Troppi “Ciao, fratello” comparire sui social. Troppi motori spegnersi per sempre.
Poi sono diventato padre. Ed è successo qualcosa di strano. Continuo ad amare la moto come il primo giorno… ma oggi, ogni chilometro ha un volto. Quello dei miei figli.
Se un domani mi dicessero: “Papà, voglio una moto.” Sorriderei… ma dentro avrei la stessa paura che hanno i miei genitori quando mi vedono partire.
È il paradosso di ogni motociclista. La libertà ti chiama. Chi ti ama spera soltanto di rivederti.
La libertà è meravigliosa. Io continuerò a vivere ogni curva. Continuerò a respirare ogni chilometro. Perché la moto è parte della mia anima. Ma ho imparato che la corsa più importante… non è quella che fai sulla strada. È quella che ti riporta a casa.
Buona strada, biker.
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