Alcuni uomini non guadagnano mai l’amore dei propri figli.

Alcuni uomini non guadagnano mai l’amore dei propri figli.


Pretendono rispetto, obbedienza, silenzio. Ma un bambino non nasce per avere paura degli adulti.

È accaduto ancora.

La tragica morte della piccola Beatrice, una bambina di soli due anni deceduta a Bordighera, in provincia di Imperia, riporta ancora una volta il nostro sguardo dentro un incubo che troppo spesso fingiamo di non vedere. La madre della bambina e il suo attuale compagno sono accusati di maltrattamenti aggravati culminati con la morte della piccola.

Secondo quanto emerso dalle indagini, Beatrice avrebbe subito violenze definite dagli investigatori come “abominevoli atrocità”. Segni sul corpo. Dolore. Umiliazioni. Frammenti di sofferenza, che secondo gli inquirenti, sarebbero stati persino immortalati in foto e video trovati poi nei telefoni degli adulti coinvolti.

E allora torna sempre la stessa domanda: quanti segnali esistono prima di una tragedia? Perché troppo spesso ci accorgiamo dei bambini solo quando diventano un titolo di cronaca. Ogni volta restano fotografie, lacrime, rabbia e promesse. Poi il silenzio.

Ma i bambini non dovrebbero sopravvivere agli adulti che avrebbero dovuto proteggerli. Forse non fermeremo ogni male del mondo. Ma ignorare certi segnali significa lasciare soli i più vulnerabili dentro le mura che dovrebbero chiamare “casa”.

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Raccontare significa anche avere il coraggio di non voltarsi dall’altra parte.


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