Cosa provo andando in Harley?! Traggo energia respirando libertà!
Ho sempre pensato che le belle giornate, dovessero iniziare “sempre” con delle belle storie, storie da raccontare, fatte di emozioni e passioni!
Vivo il mio presente ricordando il mio passato, e sognando il mio futuro… ho sempre voglia di cambiamenti, nuove strade da percorrere, e nuovi obiettivi da raggiungere… inizia così la sfida nel mio nuovo mondo: dal 2016 sono membro ufficiale H.O.G., il gruppo motociclistico più grande al mondo… la nota associazione che comprende solo i proprietari di Harley-Davidson – Harley Owners Group – fondata e sponsorizzata da “Harley Davidson Motor Company” nel 1983.
L’Aquila di Milwaukee, logo ufficiale HOG, è simbolicamente indossata come patch sul mio gilet.

L’iscrizione all’Harley Owners Group mi ha dato la possibilità di interagire al meglio con il mondo Harley-Davidson, conoscendo nuove persone, interagendo con la loro cultura… da qui, ora, parte la mia vera storia…
- Uno stile di vita!
- Sempre avanti!
- La nascita dell’H.O.G.
- L’idea dei Chapter
- Piccolo cenno storico
- Carlo Talamo e la sua Numero Uno!
- L’intuizione
- Alessandro Altinier Classic Motorcycles e il suo rapporto con il mondo H-D!
- La storia continua
- Harley-Davidson Motor Company: un mito, una leggenda
- La storia
- Le prime monocilindriche
- La Gamma
- Si, viaggiare!
- Il bello di viaggiare insieme
- Un’esperienza da non dimenticare al 22° Faaker See 2019 – European Bike Week!
- Il mio viaggio nel mondo H.O.G
- Eternal City Motorcycle Show: HOG40
- Un momento storico per la mia vita
- Motoritratto – Newsletter HOG!
- Il mio Gilet
- Harley-Davidson “BUELL”
- Harley-Davidson e i nuovi Pop-Up Store in Veneto
- Harley-Davidson Night Train travolta dallo Tsunami
- Harley Davidson Treviso – 60 anni di Sportster tra storia e leggenda!
- Porta documenti Numero Uno
- La mia fibbia HOG
Uno stile di vita!
Un’avventura può iniziare in qualunque modo ma io preferisco affrontarla in sella a una motocicletta, un’Harley-Davidson per l’esattezza. Ogni momento è quello giusto per un’esperienza epica, unica nel suo genere, pochi o tanti km che siano. Trasformare la monotonia di ogni giorno in una bomba esplosiva di adrenalina pura. Una Harley-Davidson è anche questo. Non un semplice giro in moto ma un vero stile di vita, libero da ogni compromesso…
Sempre avanti!
Come ho sempre detto, il mio gilet da motociclista è come un diario che racconta una parte della mia vita… prima o poi le pagine finiscono e si chiude un capitolo, non la fine… un ricordo che conservo con passione, la mia stessa passione che mi porta a iniziare un nuovo capitolo della mia vita:
La nascita dell’H.O.G.
Il mio studio sul mondo HOG prosegue, e anche sulla ricerca di piccoli oggetti come questa Pin del 1982… ma conoscete la storia?!
Era il 1982 quando Steve Piehl, un giovanissimo impiegato della Harley-Davidson Motor Company a Milwaukee, fu incaricato dal suo responsabile di pensare e avviare un nuovo progetto: l’Harley Owners Group. Termine di questo incarico, solo tre mesi! Steve era da poco entrato a far parte della grande azienda americana e si occupava principalmente di eventi promozionali nell’area Marketing. Per lui questa fu l’ennesima sfida da portare a termine nel migliore dei modi e con in mano un semplice raccoglitore con ricerche di fondo, alcuni luoghi d’interesse… ebbe l’arduo compito di coinvolgere tutti i Dealer ufficiali H-D, spiegando loro l’importanza dell’H.O.G.; il club motociclismo, riservato ai solo possessori Harley-Davidson, più grande al mondo. Piehl creò, in così poco tempo, un collegamento più ravvicinato fra i clienti/nuovi iscritti, e le tante concessionarie H-D sparse “lungo la strada”. Concessionarie non alla portata di tutti per via della scarsa comunicazione cartacea dell’epoca (non esisteva ancora il mondo del digitale). Per questo motivo fu creato il “Manuale Touring”, che insieme alla tessera d’iscrizione, una spilla e una patch del logo, veniva consegnato come pacchetto di benvenuto a tutti i nuovi iscritti, così da avere sempre un elenco aggiornato su tutti gli store Harley-Davidson presenti, offrendo la possibilità, a tutti i soci H.O.G., di pianificare i loro viaggi verso quello più vicino o fare qualche chilometro in più per una gita fuori porta “lungo la strada”.
L’idea dei Chapter
Non ci si aspettava un così grande successo da quel progetto iniziato nel 1982… il club motociclistico più grande al mondo, l’Harley Owners Group, esclusivo per i solo possessori Harley-Davidson. Inizialmente fu immaginato come un’organizzazione di servizi in stile Associazione Automobilistica Americana (AAA) ma fu molto di più… l’H.O.G. ebbe un continuo crescere in ambito sociale che all’epoca dei fatti, non fu realmente considerato. Ed è proprio da questo lato che ai concessionari partì l’idea di “fondare un gruppo locale presso ogni concessionaria, facente capo all’H.O.G.”. E così, verso la fine del 1983, iniziò la nascita dei primi Chapter H.O.G. locali… come a esempio The Los Angeles Area #1 Chapter o Milwaukee Chapter. Il 26 giugno del 1984 nasce in Italia la prima concessionaria Harley-Davidson: Numero Uno, di Carlo Talamo, con sede a Milano. Dopo qualche anno inizia anche per noi l’avventura HOG con l’ormai storico “Milano Chapter” nel 1990. Ma cerchiamo di capire meglio, chi era Carlo Talamo?!
Piccolo cenno storico
Nel 1983 nascono i primi Chapter americani e negli anni ’90 quelli europei – il primo in Italia fu lo “storico” Milano Chapter, sponsorizzato dalla concessionaria Numero Uno di Carlo Talamo, nel 1990. Forse non tutti sapranno che i primi “aspiranti” Chapter italiani (non ancora ufficiali) furono quelli di Aviano e Napoli, fondati dai militari delle rispettive basi NATO, i primi a indossare la patch HOG sul proprio gilet ma senza un Dealer di riferimento.
Aperta questa piccoli parantesi… per chi decide di indossare la patch HOG, rappresentata da un’aquila con le ali spiegate che sovrasta una ruota a raggi di una motocicletta, si presta a rappresentare un qualcosa di caratteristico della propria vita.
Solo per info… la toppa piccola va cucita sul davanti del gilet, lato sinistro, e quella in formato più grande – la Back Patch, sulla schiena, con sopra il “Rocker” del proprio Chapter locale, se iscritti!
Carlo Talamo e la sua Numero Uno!
Non ho mai avuto occasione di conoscerlo dal vivo… ma la sua fama lo ha sempre preceduto. Carlo Talamo, proprietario dell’intramontabile Numero Uno, dove sicuramente qualcuno di voi lo avrà visitato almeno una volta, ricorderà di sicuro i vari quadretti appesi alle pareti del negozio con all’interno i ritagli di giornale delle sue storiche pubblicità. Personalmente ne posseggo uno per la mia piccola collezione: “harley-davidson modello 883 – la motocicletta”…. vabbè, facciamo però un passo indietro… chi era davvero Carlo Talamo? Perché il negozio “Numero Uno” è ancora così conosciuto pur avendo chiuso da tanti anni? Le Harley-Davidson hanno sempre avuto un notevole successo nel nostro Paese, ma non fin da subito. La Casa madre di Milwaukee deve la sua espansione proprio a Talamo quando, negli anni ’80, diede vita al fenomeno H-D in Italia. Purtroppo Carlo morì in moto il 29 ottobre del 2002, nei pressi di Viareggio all’età di 50 anni. Talamo non era un comune venditore di moto, oltre che un vero motociclista. Dalle mie sole letture di passione, ho constatato che era uno di quei personaggi simpatici o antipatici. Molte persone interpretavano la sua spavalderia e/o franchezza, con il solo scopo di vendere più H-D possibili (in un secondo momento della sua carriera rilanciò allo stesso modo le Triumph).
La nascita della Numero Uno
Carlo Talamo era una persona fuori dal comune, libero di esprimersi in ogni circostanza, senza limiti… sapeva benissimo di poter osare su tutto. Una mente vulcanica piena di idee, con la sola voglia di mettersi sempre in gioco. Ripercorriamo in breve la sua storia… Carlo Fulvio Talamo Atenolfi Brancaccio di Castelnuovo, nasce a Roma il 18 novembre del 1952 da una famiglia di nobili “decaduti”. Come tanti di noi, Carlo amò il mondo delle due ruote fin da subito. Pilota di motocross dal 1973 al ‘79, prima con l’Husqvarna e poi con la KTM. Per causa dei problemi economici da parte della famiglia, nel 1978 si trasferì a Milano con la sua Triumph Trident 750 del 1973, nonché città della sua amata Francesca (che lasciò poco dopo per fidanzarsi con la sua miglior amica, Patrizia). Inizialmente Talamo trovò lavoro in un’agenza pubblicitaria facendosi strada nel mondo del marketing. Lì presentò il primo windsurf in Italia, surfando sul Lago di Garda. Successivamente aprì un’officina di moto con il suo socio Giovanni Cabassi, amico d’infanzia della fidanzata Patrizia, nonché appassionato di moto proprio come lui. La sua svolta arrivò nel lontano 1983 quando conobbe Roberto Crepaldi e Max Brun, fondatori, con lui, della Numero Uno. Una piccola officina dove si riparavano inizialmente delle rare Harley-Davidson presenti all’epoca in Italia. Solo un anno dopo, i tre soci, fecero un acquisto “incauto” dai fratelli Castiglioni, pari a 90 milioni delle vecchie lire, prendendo in gestione l’importazione Harley-Davidson dal mercato americano. Trasformarono così quel piccolo negozio di riparazione in uno dei primi concessionari H-D in Italia, per poi ottenere l’esclusiva ufficiale.
L’intuizione
Rispetto agli altri soci, Carlo Talamo ebbe un maggiore intuito nella vendita di quelle moto, che all’origine dei fatti, erano considerate “moto invendibili”. La sua campagna pubblicitaria offrì lo spazio necessario al successo tanto sperato, facendo innamorare molti personaggi famosi alle H-D, divenute così un vero Status Symbol. Da qui in poi Carlo entrò in collaborazione anche con le moto Triumph, seguendo la stessa metodologia di vendita. La “Numero Uno” cambiò sede e per cinque anni consecutivi divenne: “The Best Dealer in the World”, così da ricevere una grande proposta dalla casa madre di Milwaukee, cioè quella di collaborare nella progettazione di nuove moto. Il successo H-D crebbe così tanto da aprire nuove concessionarie sparse in tutta la nazione, chiamandole inizialmente America. Era il 1°ottobre del 2000 quando Carlo Talamo cedette la sua società alla Casa madre americana, dedicandosi esclusivamente a Triumph, non solo come importatore ma anche come collaborare ufficiale della Casa madre inglese. Nel 2002 terminò anche il rapporto d’importazione con la Casa inglese (la Triumph Italia), così da dedicarsi al suo più grande sogno, disegnatore di motociclette. Ma in quello stesso anno perse la vita alla guida della sua Triumph Tiger.
Alessandro Altinier Classic Motorcycles e il suo rapporto con il mondo H-D!
Le belle giornate iniziano sempre con delle belle storie, storie da raccontare, fatte di emozioni e passioni: le bicilindriche americane hanno sempre avuto un fascino diretto con me, oltre che un notevole successo nel nostro Bel Paese, ma non fin da subito. La Casa madre di Milwaukee deve in primis la sua espansione in Italia a Carlo Talamo, nei primi anni ’80. Personalmente non ho mai avuto modo di conoscerlo dal vivo se non tramite la sua storia… ho avuto invece il piacere e l’onore di scambiare quattro chiacchiere con uno dei commercianti di moto d’epoca più importanti d’Europa e non solo. Ringrazio ancora Alessandro Altinier, dell’omonima azienda Altinier Classic Motorcycles, per la sua ospitalità e per avermi raccontato un po’ di aneddoti e curiosità della sua storia vissuta a pieno, davanti una gradita tazza calda di ottimo tea inglese, riguardo il suo rapporto con il mondo delle Harley-Davidson. Non faccio mai tante domande, mi piace iniziare il discorso e ascoltare… immedesimarmi nel racconto, vivendo in prima persona una storia passata. Conosco Alessandro da più di tre anni ormai e ho sempre ammirato il suo british style, con quel tocco di eleganza che si adatta a qualsiasi tipo di ambiente. Il suo rapporto con il mondo H-D?! Il primo a vendere, qui a Treviso, Veneto, le prime ed enigmatiche bicilindriche….
La storia continua
Negli anni ’80, Altinier, dopo aver frequentato e superato a pieni voti il corso triennale motoristi (fondato da Enzo Ferrari per formare adeguatamente i propri allievi del Cavallino Rampante), lavorava presso il Centro Porsche Treviso ma la sua vera passione lo portava fino a tarda notte nel riparare e sistemare vecchie motociclette. Proprio in quel periodo, un cliente del Centro gli chiese un consiglio riguardo una bella Harley-Davidson Electra Glide 1200, riguardo un problema d’accensione. Grazie a una semplice pulizia al carburatore originale, tra il 1982 e il 1983, iniziò per Alessandro un lavoro di passione in un mondo ancora inesplorato. Proprio in quel periodo di limbo, in cui molte persone tenevano ancora a distanza le bicilindriche di Milwaukee, oltre ai prezzi eccessivamente elevati, Altinier entrò in quel mercato così lontano, riparando e vendendo molte Harley, dove, per acquistare un pezzo originale, bisognava recarsi all’ex sede degli uffici SIP a Treviso, telefonare e ordinare il pezzo necessario oltre oceano. Tutto questo quando ancora l’era Talamo era ai suoi esordi, e la Harley-Davidson Motor Company iniziava a espandere i propri orizzonti in tutti i continenti. Attualmente non è più un brand seguito da Altinier Classic Motorcycles, come una volta, a eccezion fatta per modelli Harley-Davidson particolari, stile old school, ma come lavora un buon commerciante d’arte, segue una storia ben precisa, non solo “vecchi” ma unici nel loro genere; dove è la storia che valorizza realmente la moto. L’affascinante vita di Alessandro Altinier, piena di aneddoti, curiosità e pillole di storia, mi ha fatto sognare e star bene in quelle due ore di piacevole ascolto. Avrò sicuramente altre occasioni come questa, ascoltare un vero appassionato e conoscitore del mondo motociclistico.
Articolo pubblicato su #trevisotoday
Harley-Davidson Motor Company: un mito, una leggenda
Quando si parla di Motostoriche, vengono subito alla mente le più famose del vecchio continente; Moto Guzzi, BMW o Triumph. Case motociclistiche europee o giapponesi che hanno arricchito la storia del motociclismo fino ai giorni nostri. Una fra le più importanti, rimasta fin da subito un sinonimo di lunghe percorrenze, grandi cilindrate e un vero simbolo di gran turismo… è la Harley-Davidson, il sogno americano! La maggior parte dei colossi aziendali hanno dato origine alle loro prime idee da un piccolo garage. Così come gli amici, poco più che ventenni, William Harley e Arthur Davidson, realizzarono il loro primo prototipo di bicicletta motorizzata nel lontano 1902 a Milwaukee, negli Stati Uniti. Poco dopo si aggiunsero anche gli altri due fratelli Davidson, William e Walter, dove diedero vita ad altri tre modelli, costruiti in sequenza e poi venduti. Il 28 agosto 1903, nacque così la casa motociclistica Harley-Davidson Motor Company e nel 1906 il primo – vero – stabilimento con sede in Juneau Avenue, attuale quartier generale.
La storia
Era il 1902 quando in una piccola cittadina del Wisconsin – Milwaukee – nel cuore dell’America del nord, due amici poco più che ventenni, con l’amore per le due ruote e con una grande ambizione da portare avanti, costruirono la prima bicicletta motorizzata.
William Harley,e Arthur Davidson, diedero così vita al primo prototipo di H-D, realizzata in un “piccolo” garage di appena 3 metri per 5, che a distanza di due anni, quella loro “scommessa di vita”, portò alla produzione di altri tre esemplari con il marchio ufficiale Harley-Davidson. Solo nel 1906 ci fu la nascita del loro primo stabilimento aziendale, attuale quartier generale in Juneau Avenue. Un edificio di 240 metri quadri dove iniziò la produzione dei mezzi, e in particolare modo ai primi guadagni, grazie anche ai “Chips” americani. Perfino nei tempi scuri della prima guerra mondiale, l’azienda di Milwaukee ebbe un incremento di vendite maggiore a ogni aspettativa, quasi cinquanta mila modelli venduti ai militari americani.
Alla fine della guerra, la H-D divenne la maggiora casa produttrice di moto nel mondo. Una vera miniera d’oro.
Le prime monocilindriche
Era il 1920, quando un mezzo Harley-Davidson raggiungesse la velocità di 160 km/h, guadagnandosi così il primo record mondiale. Le cilindrate salirono dai primi 810 cm3 fino ai 1200 cc, grazie al passaggio al bicilindrico, che diede fin da subito una marcia in più all’azienda; raggiungendo un importante traguardo in uno dei periodi più duri degli anni trenta.
Gli anni passano, e l’H-D cresce sia nella cilindrata, che nel fatturato. Con l’inizio della Seconda Guerra Mondiale, ci fu una produzione di ben oltre 80 mila modelli WLA – per contrastare le BMW utilizzate dall’esercito nemico.
La Gamma
Dal 1984 al 1990, le moto più ricercate sono state le Softail Custom, e le Fat Boy, con motore da 1340 cm3. Proseguendo negli anni avvenne l’acquisizione della Buell – creata da un ex ingegnere della casa H-D.
La storia continua con l’evoluzione tecnologica dei nuovi modelli abbinati ai motori perfezionati di ogni centimetro, conservando l’eredità dei motori old school, come Flathead, Knucklehead, Panhead, Shovelhead, Evolution, Twin Cam 88 fino ai primi 103 o gli ultimi con il grintoso motore MILWAUKEE-EIGHT™ 117 V-TWIN (eliminando in questo modo i modelli a carburatore per passare all’iniezione nel 2007).
Il catalogo Harley-Davidson offre una ricca quantità di modelli e accessori per il mondo custom, gadget domestici, e per l’abbigliamento di ogni giorno. Un vero e proprio stile di vita oltre che una passione On The Road che dura da anni.
Si, viaggiare!
Non mi reputo un gran viaggiatore ma seguo molto le vicende e le storie dei veri viaggiatori su due ruote e non solo, e come avrete ben capito, amo scrivere e raccontare anche le loro storie. Ho viaggiato da solo, in compagnia, in gruppo, e ho sempre voluto trascrivere i miei pensieri attraverso il mio blog. Quando racconto una storia non mi limito a scrivere un semplice post, raccontando solo il momento passato… ma come uno antico scriba mi piace scrivere la vera storia, vissuta, in quei pochi o tanti km fatti, raccontando e ricordando il passato per un futuro avvenire. La gioia di viaggiare con la mia H-D tutto l’anno, pianificare strade ancora sconosciute, conoscere nuove mete e nuove persone, è ciò che amo davvero… con l’aggiunta di appartenere all’universo H.O.G. che mostro con soddisfazione ovunque vada. Come già detto, l’anno 2024 è iniziato con stile e pieno di emozioni. Motoraduni in programma, fiere dedicate al mondo delle due ruote, eventi HOG Italia, tutti organizzati come sempre nei minimi particolari, pronti a entrar a far parte della nostra vita… la strada, la conoscenza, l’esperienza, è tutto ciò che portiamo con orgoglio nei nostri cuori bicilindrici
Il bello di viaggiare insieme
In questi ultimi anni ho sempre viaggiato da solo con la mia Harley-Davidson, non sempre per mia scelta… famiglia, lavoro, organizzazione. C’è anche il bello di viaggiare in compagnia però… salire sul proprio destriero cromato e partire verso nuove avventure, ti regala una sensazione più che positiva… condividendo così la medesima passione con altre persone. Soli o in compagnia, cacci via tutti i tuoi pensieri negativi… pronto per un prossimo viaggio che ti porterà ad assaporare dei posti naturalistici tra vigneti e luoghi incantati, tra terra e cielo. Il viaggio in moto va vissuto… non correndo contro il tempo ma in maniera tranquilla, semplice, vivendo ogni attimo della giornata stessa.
Un’esperienza da non dimenticare al 22° Faaker See 2019 – European Bike Week!
L’attesissimo European Bike Week 2019, è terminato. Protagonista della kermesse, come da 22 anni a questa parte, il leggendario Faaker See, sito nella suggestiva cornice della Carinzia, in Austria. Migliaia gli harleysti, e non solo, hanno preso parte a questo magico motoraduno, uno dei più grandi d’Europa, con una tradizione che prosegue dal lontano 1998, nato come spesso accade, da un gruppo di amici con l’unico scopo di passare un po’ di tempo insieme, fra armonia e tanto divertimento, tra le loro moto cromate, accompagnati da fiumi di birra.
L’evento è iniziato martedì 3 settembre con delle belle giornate di sole fino a sabato 7, dove il maltempo ha dato sfogo alla sua curiosità, e fatto compagnia a noi bikers fino al temine della manifestazione, domenica 8. Sinceramente era tanta l’adrenalina dentro ognuno di noi che nessuno ha dato importanza a tale fastidio. Dopo un bel giro lungo le sponde del lago Faak, e una passeggiata lungo le sinuose strade austriache, mi fermo per dare libertà alla mia prima volta all’European Bike Week. Bello, grande ma non troppo dispersivo… sicuramente ci ritornerò.
Mi trattengo poche ore per guardare tutti gli stand ben allestiti, sotto una pioggia che si alternava tra pioggerella insignificante, e acquazzone. Mi preparo per proseguire la mia tabella di marcia, e scoprire così nuovi posti nei dintorni. Purtroppo… ahimè, non è stato così, e sono dovuto tornare diretto a casa prendendo l’autostrada, che odio in particolar modo perché noiosa e monotona. Dal confine austriaco, fino a Noventa di Piave (VE), sull’autostrada E70, dalle ore 15:30 alle ore 18:00, per circa 200 km, più o meno… mi sono trovato ad affrontare una pioggia continua con tratti di bombe d’acqua violente, mai affrontate prima d’ora, in moto. Sentivo la forza delle gocce d’acqua che mi colpivano con una violenza inaudita, tanto da farmi credere a una possibile grandine, che invece non era. Ovviamente non c’erano ripari in quel momento, e quindi via dritto seguendo i pochi segnali luminosi delle auto che affrontavano lo stesso muro d’acqua, ma con più sicurezza. Ammetto di essermi sentito un po’ solo al mondo, in quel momento… e aver avuto un attimo di sbandamento psicologico. Alla fine cosa altro potevo fare? Niente, seguire la mia strada e uscire fuori da quell’inferno di acqua il prima possibile.
Adrenalina al 100% ma alla fine con la mia Harley-Davidson siamo arrivati alla base sani e salvi, pronti per una nuova avventura!
Leggi anche un mio articolo precedente su #TrevisoToday
Il mio viaggio nel mondo H.O.G
Parte I
www.instagram.com/p/Cti6GgxIHpa/
Harley-Davidson anello in argento 925 “HOG”
Sono fuori dal mondo esterno da un po’… pochi viaggi in harley, poche uscite con gli “amici” ma nulla mi toglie nel continuare a vivere la mia passione… sono chiuso nel mio mondo da un po’… immerso nei miei pensieri alla ricerca del passato, un passato non mio ma che mi appartiene da qualche anno, il mondo H.O.G.!!! In questa mia ricerca “storica” mi sono imbattuto in un oggetto mai visto prima d’ora… un anello con stemma originale HOG, prodotto con licenza ufficiale Harley-Davidson! Essendo amante dell’antiquariato… l’ho comprato senza pensarci due volte! Ne sono felice! La mia storia continua…
Parte II
www.instagram.com/p/Ctz0bClIs56/
Continua il mio viaggio nel mondo H.O.G…. questa volta nella storia dei Chapter ufficiali italiani… e tra uno di questi – l’ Avgvsta Tavrinorvm Chapter dell’ HARLEY DAVIDSON TORINO @augustataurinorumchapter – dove trovo un libro che celebra il loro 20° Anniversario, tra aneddoti, curiosità e notizie sulle loro prime esperienze. E cosa potevo fare se non comprarlo e portarlo con me in vacanza?!
Per maggiori info https://www.augustataurinorumchapter.it anche perché il ricavato dalla vendita del libro sarà devoluto in beneficienza!
La mia storia nel mondo HOG continua…
Parte III
www.instagram.com/p/CvNiHvCoKjW/
La mia ricerca sul mondo HOG sta prendendo una brutta piega… o meglio 🤣 va bene leggere e studiare tante storie ma comprare tutto ciò che trovo con la scritta HOG un po’ meno 🤣🤣🤣 specialmente quando mia moglie ha visto arrivare questa graziosa borsetta termica originale Harley Owners Group… meglio continuare la mia ricerca… 😘
Parte IV
www.instagram.com/p/CwAKmflIshe/
Il mio viaggio nel mondo H.O.G. – Parte VI
Non ci riesco… è più forte di me 🤣🤣🤣 vedo H.O.G. ovunque, e poi compro… ma quanto bella è questa bandana?! 🖤🧡
Parte V
www.instagram.com/p/CxA2JrCI-SA/
Il mio viaggio nel mondo H.O.G.
La mia passione per il mondo H.O.G. nasce da intense sensazioni che sfociano in pura curiosità e piacere di conoscenza… determinazione, convinzione, amore per un qualcosa che coltivo da anni ormai. Non è sempre facile seguire il proprio desiderio che a volte porta a grandi contrasti con il mondo circostante; la passione non è invidia… è un insieme di sentimenti che ti portano a star bene con te stesso!
Sabato 23 settembre ho partecipato, presso la terrazza del Centro dei Congressi dell’EUR a Roma, ai 40 anni di H.O.G. Harley-Davidson con il mio ex Chapter di appartenenza… sono sempre più che contento di vivere a pieno questo momento speciale!
Quando la passione diventa leggenda… HOG40
Partiamo da Treviso venerdì mattina – 22 settembre – diretti a Roma, dove vento e pioggia ci fanno compagnia ma senza rovinare la nostra giornata on the road… ci fermiamo un paio di volte per far abbeverare i nostri cavali cromati e poi via verso la città eterna; sempre bella in tutte le sue sfumature. Arrivati a destinazione, non è mancata una cena in compagnia con gli amici HOG romani e non solo, per poi essere pronti e carichi per il giorno seguente, e affrontare così una nuova avventura. Sento ancora l’adrenalina nell’aria pensando all’esperienza vissuta sabato 23 settembre per le strade di Roma… un run organizzato nei minimi dettagli da parte dei Chapter romani che ho avuto il piacere di conoscere! Migliaia di persone presenti quel giorno, hanno potuto ammirare, con grande stupore, flotte di Harley-Davidson passare per le strade antiche della capitale… tutte dirette al Palazzo dei Congressi, zona EUR!
Eternal City Motorcycle Show: HOG40
www.instagram.com/p/Cxp0EIqoyux/
Eternal City Motorcycle Show: l’evento della Capitale giunto alla 7ª edizione con oltre 200 espositori, test ride, arte, musica e tanti ospiti da tutto il mondo… è ormai diventato uno degli eventi più significativi per noi motociclisti. Due giorni all’insegna della nostra passione per le motociclette di ogni genere, nell’ormai stabile Palazzo dei Congressi di Roma. Tante le novità in questo 2023 ma novità assoluta è stata la Celebration Night HOG40! Un party esclusivo per i soci HOG organizzato in collaborazione con Harley-Davidson Italia, e HOG Italia, grazie anche al nostro – HOG MANAGER – Emiliano Usai, presente e disponibile come sempre. Centinaia di hoggers provenienti da tutta Italia, Spagna e Portogallo, hanno potuto festeggiare i 40 anni di H.O.G. – Harley Owners Group, nel contesto prestigioso di Palazzo dei Congressi, ammirando il panorama mozzafiato dalla terrazza dell’ultimo piano e così osservare, da questa posizione privilegiata, il Palazzo della Civiltà Italiana; meglio conosciuto come Colosseo Quadrato. Costruito nell’epoca fascista e dichiarato successivamente dal Ministero della Cultura come edificio di interesse culturale e concesso in affitto al gruppo di alta moda Fendi.
Un momento storico per la mia vita
www.instagram.com/p/CxvILu-IhAW/
La mia vita ha vissuto un momento storico che mi ha reso davvero felice…120 anni di Harley-Davidson, 40 anni di HOG, pur non essendo amante dei grandi eventi. Quasi sempre mi piace rifugiarmi dietro un bel libro, leggendo la storia dei grandi personaggi che hanno dato così vita a una leggenda… anche se, partecipare in determinate circostanze alle adunate di motociclisti di ogni genere… uomini e donne di ogni età, religione o provenienza che sia, uniti tutti dalla stessa passione… ha un significato altamente speciale per me… vivere di persona la loro storia!
Motoritratto – Newsletter HOG!
www.instagram.com/p/C6N8fPjo0cy/
E con grande soddisfazione che anche questa volta un mio articolo con foto è stato pubblicato sulla nuova newsletter HOG… sono sempre più orgoglioso di appartenere a questo mondo, il mio mondo! Grazie davvero… buona strada e buona lettura 🖤🧡 NEWSLETTER HOG
: TALES FROM… BENPHOTOSTORIE
Il mio Gilet
Quando sono alla guida della mia Harley-Davidson, porto sempre con me il “mio” Gilet, importante come indossare il casco… un obbligo che rispetta un’antica tradizione. Il Gilet è come la pagina di un diario, così lui, come in ogni pagina, imprime sulla sua pelle la mia vita. In questi anni di vita passata con tanti harleysti, ho conosciuto persone che avrebbero fatto ferro e fuoco per proteggerlo, e altri ancora che lo usano come arredamento per riscaldare la sedia dove mangiano… ovviamente ognuno è libero di fare come meglio crede, ci mancherebbe. Ho cambiato vari Gilet, e tante patch… alcune ancora nel cassetto ma questa volta ho deciso di dare una mia “personalità” al mondo che frequento. A oggi il mio Gilet racconta chi sono… non racconta più la mia storia passata, dove sono stato, con chi… vive il mio essere, pensando sempre al passato ma migliorando così il mio futuro… mi piace l’idea di avere una sorta di punto di riferimento, come un’uniforme che dia un segno di riconoscimento visibile a chiunque.
Harley-Davidson “BUELL”
www.instagram.com/p/CpSmRIjoXDp/
Ricordo bene quando nel 1998 vedevo sfrecciare le Harley-Davidson “Buell”… anche se forse, pochi ricorderanno che la Buell Motorcycle Company nasceva nel lontano 1987 da Erik Buell, un ingegnere del colosso americano dove si occupava principalmente delle sospensioni per i modelli H-D DYNA.
Il giovane ingegnere sfruttava il suo tempo libero nella realizzazione di moto a 2 tempi, con l’unico scopo di puro divertimento in pista. Un giorno ebbe un’idea geniale, quella di realizzare moto sportive con motore Harley-Davidson.
Dopo aver ottenuto il permesso dalla casa madre di Milwaukee, aprì la sua prima azienda con sede a East Troy, Wisconsin, costruendo le prime moto Buell in tiratura limitata, come la super carenata RR1000 con motore della serie XR1000 H-D. Davvero un buon inizio considerando l’approvazione positiva della Casa madre nel poter usufruire di un motore H-D.
Poco dopo le nuove versioni con motore 1200 della RR e il modello RS per utilizzo stradale, la gestione del nuovo brand non ebbe i ricavi sperati e così, la Buell Motorcycle Company, fu costretta a vendere il suo 51% all’Harley-Davidson Motor Company per ricoprire le spese sostenute. Correva l’anno 1990.
Erik continuò in ogni caso la gestione delle Buell, realizzando nuovi modelli come Thunderbolt, Cyclone e Lightning. Maxi nude dotate sempre di motore H-D Sportster. Un nuovo spiraglio di successo si intravide negli anni avvenire, portando le Buell anche in Europa.
La vita bella durò poco meno di 10 anni, nonostante la nuova serie XB9R Firebolt e XB9S Lightning, tanto apprezzate.
Allora quale fu la causa del fallimento? Erik Buell voleva maggiori prestazioni per le sue sportive, così realizzò la nuovissima 1125R con una ciclistica simile alle precedenti versioni ma con motore diverso: Rotax. Questo cambiamento non fu accolto dalla principale azionista e nel 2009, dopo uno spaventoso crollo nelle borse del -21%, la H-D Motor Company chiuse la Buell.
Harley-Davidson e i nuovi Pop-Up Store in Veneto
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Harley-Davidson e i nuovi Pop-Up Store in Veneto
Harley-Davidson ha portato in Italia una nuova concezione di vendita, nata in primis negli Stati Uniti ma subito in tendenza qui dai noi. Si parla dei nuovi pop-up store, vere boutique ufficiali Harley-Davidson, dove non ci sono al suo interno le moto della casa madre di Milwaukee… ma esclusivamente abbigliamento, gadget e quant’altro di originale H-D. La prima apertura in Veneto è stata a Cortina d’Ampezzo, la famosa località incastonata come un diamante nel paesaggio delle Dolomiti, dove ho avuto il piacere di visitare partendo dalla concessionaria ufficiale Harley-Davidson Treviso, percorrendo in primis le affascinanti strade del prosecco trevigiano, per poi affiancare il lago incantato di Santa Croce nella zona Alpago, provincia di Belluno, salendo sempre più su verso l’Austria, fino a portare la mia bicilindrica sulle strade di Cortina. Il secondo Store ufficiale che ho visitato è stato quello di Lazise, in provincia di Verona, situato tra le meravigliose sponde del Lago di Garda. Non potevo poi non visitare l’ultimo nato in Veneto, nella città dell’amore per eccellenza – Venezia – tra i suoi canali e ponti, immersi tra storia e arte proprio vicino al ponte di Rialto. Oltre che in Veneto, i negozi ufficiali in Italia si trovano anche a Roma e a Fidenza Village. In Europa, uno in Portogallo, nell’isola di Madeira. Come dichiarato da Francesco Vanni, Managing Director Italia, Spagna e Portogallo di Harley-Davidson: “L’Italia è la patria della moda e proprio per questo vogliamo in futuro rappresentare questo lato del brand in chiave più Life Style”.
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Harley-Davidson Night Train travolta dallo Tsunami
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Harley-Davidson Night Train travolta dallo Tsunami
Una dimora stabile per l’Harley-Davidson Night Train travolta dallo Tsunami l’11 marzo del 2011, dopo un devastante terremoto marino di magnitudo 8,9. Un terrificante Tsunami si abbatté sulle coste a NORD-EST di Tokio. Una forza della natura che causò morti, feriti e dispersi, oltre che a ridurre in stato di allerta la centrale nucleare di Fukushima con conseguenze catastrofiche, già a noi note.
Nell’aprile del 2012, sul lungomare di Graham Island, nella British Columbia canadese, il signor Peter Mark intravide un container semidistrutto approdato sulla spiaggia e ricoperto da detriti di ogni genere portati dalla forza dell’Oceano Pacifico. Il container arrivava della Prefettura di Miyagi, una delle zone colpite dallo Tsunami in Giappone. All’interno di esso c’era il modello di una motocicletta ormai quasi distrutta, riconducibile, grazie alla targa ancora intatta, al signor Ikuo Yokoyama. Era una bellissima Harley-Davidson Night Train del 2004, un’evidente segno della testimonianza che colpì il popolo giapponese in quel tragico momento.
Il signor Ikuo, ancora vivo dopo un anno dalla catastrofe, fu avvisato dell’incredibile ritrovamento. La storia ha ancor di più dell’incredibile quando Bill Davidson – figlio di Willy G. e Vice Presidente del Museo Harley-Davidson di Milwaukee – si offrì di rimetterla a nuovo e riconsegnare la Night Train a Yokoyama, che a sua volta ringraziò Davidson e chiese esplicitamente di esporla al Museo; in ricordo di tutte le vittime scomparse. Ora la Night Train si trova all’interno di una teca in vetro nel Museo H-D, nello stato originale in cui era stata ritrovata dopo un anno di navigazione, affrontando coraggiosamente il mare in tempesta; “Siamo veramente fieri di poter esporre la moto del signor Yokoyama” ha dichiarato Bill Davidson “Questa moto ha una storia incredibile da raccontare, e noi siamo orgogliosi di poterla condividere”…
Harley Davidson Treviso – 60 anni di Sportster tra storia e leggenda!
In questo contesto mi sono soffermato ad ammirare l’icona della casa madre di Milwaukee, la Sportster. Ormai diventata leggenda nell’universo delle custom, in particolar modo nel pianeta Harley-Davidson. Ripercorrendo la storia della leggendaria Sportster, ci si trova davanti a un intreccio di evoluzione e tecnologia suddivise in varie epoche passate, fino a oggi.
Alla fine degli Anni 40 si inizia ad avere un cambiamento sul mercato americano riguardo le motociclette di grossa cilindrata, puntando così a moto più economiche ma comunque capaci di tener testa ai modelli monocilindrici o bicilindrici. La Harley-Davidson lancia per la prima volta il modello 750 WL, che non ottenendo i risultati sperati, venne poi sostituita dalla 750 K e subito dopo con la 900 KH. Quest’ultima porta vita a una nuova evoluzione in ambito di ciclistica: sospensioni idrauliche d’avanguardia, frizione manuale e cambio a pedale – sulla destra. Qualcosa mancava, non c’era ancora un punto soddisfacente riguardo la concorrenza con le altre case motociclistiche che sembravano essere sempre un passo avanti.
La Motor Company presentò la sua prima Sportster nel 1956 durante un reportage fotografico che la vide a fianco all’ormai famoso Elvis.
La nuova H-D Sporty rimase simile alla precedente 900 KH ma con nuovi aggiornamenti in vari aspetti, soprattutto al gruppo termico a valvole in testa di ghisa che furono adottate fino al 1985, portando con se i tanti successi e le tante soddisfazioni meritate. In quel periodo non mancarono le tante richieste da parte delle concessionarie californiane, richiedendo, per l’appunto, delle Sportster personalizzate, dando alla casa madre di Milwaukee l’introito giusto per produrre la nuova XLCH del ’58, vendendo oltre 240 esemplari.
Da li in poi nasce una moto per tutte le stagioni; con gli anni settanta si passa dalla cilindrata 900 alla 1000 con la XLCH, la XLH, fino al 1977 con la XLT e XLCR. Negli anni ’80 vediamo crescere i nuovi modelli XLX o la XR 1000 con la dotazione del celebre kit da 100 cavalli e nel 1996 la XL 1200S. L’anno 2004 porta il nuovo telaio con motore Evolution diminuendo drasticamente le vibrazioni delle serie precedenti. L’anno 2017 porta alla ribalta l’ormai celebre Roadster dalle alte prestazioni. Motore Evolution Air Cooled da 1200 centimetri cubici con una coppia da 96 Nm a 3.500 giri al minuto, un cambio a 5 rapporti con frizione multi disco. Una vera e propria cafe racer dei tempi nostri pronta a far divertire nei lunghi percorsi e quelli più sinuosi, grazie alla dotazione, più che completa, di aderire all’asfalto nel modo giusto.
Porta documenti Numero Uno
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Il mio viaggio nel passato, nel mondo Harley-Davidson, sembra non avere fine… ho trovato su Vinted questa bustina porta documenti della concessionaria Numero Uno di Carlo Talamo, un piccolo oggetto storico per i tanti appassionati del nostro mondo. Se non sai di chi sto parlando, e hai voglia di leggere e approfondire un po’ la storia di Talamo, ti invito a leggere i racconti tramite il mio blog lasciandomi un tuo commento… 🖤🧡 @benphotostorie
La mia fibbia HOG
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Questa volta, la mia passione, mi ha spinto fino ad Aurora, un comune degli Stati Uniti d’America, nello stato del Colorado. Ovviamente metaforicamente parlando perché il mio vero viaggio è stato fatto navigando on-line tra gli oggetti vintage di mio interesse, alla ricerca di qualcosa che potesse collegarsi alla mia passione, divenuta per me il mio stile di vita. Ho trovato questa meravigliosa fibbia per cintura in metallo, del gruppo motociclistico più grande al mondo – H.O.G. Harley Owners Group @hogemea – di cui ne faccio parte dal 2016… per maggiori info segui il mio blog: https://benphotostorie.com/tales-from/ @benphotostorie
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