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Domenica 12 aprile.
La testa è un campo minato e i pensieri tossici marciano come un plotone senza pietà. Non c’è terapia, non c’è filtro, non c’è salvezza… se non una: accendere il motore.
La mia Harley ringhia sotto di me come una bestia affamata. Non sto scappando — sto negoziando con la mia mente. Ogni curva è un pugno dato ai demoni, ogni chilometro è un sorso di lucidità rubato al caos.
Direzione: Naonian Tattoo & Motor Expo, Pordenone Fiere. @naoniantattoomotorexpo
Un circo sacro fatto di inchiostro, benzina e umanità fuori dagli schemi. Oltre 200 tatuatori da ogni angolo del mondo, motori americani che sembrano usciti da un sogno sporco e rumoroso, moto custom che raccontano storie meglio di qualsiasi libro. E poi stunt, gare, spettacoli… un delirio organizzato dove sentirsi vivi è quasi obbligatorio.
Arrivo con l’illusione di una domenica semplice: parcheggio, biglietto, dentro. Illusione, appunto. Perché la realtà, quando meno te l’aspetti, ti prende a schiaffi. Niente di grave. Nessun ferito. Tutto sotto controllo. Ma abbastanza per ricordarmi che la vita non è mai lineare, e che anche nei momenti in cui cerchi pace… lei decide di testarti.
Rimetto in ordine i pensieri come posso. Respiro. Osservo. E per qualche ora riesco a zittire quel rumore di fondo che mi mastica il cervello. Non è una fuga. È sopravvivenza. @benphotostorie
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