https://www.instagram.com/p/DW1hSvfjFQL/?igsh=a3pya2xhaDY0NDVx
Sabato pomeriggio. Di quelli che se resti fermo… ti si spegne qualcosa dentro.
Casa? No grazie. Troppo silenzio. Troppo comodo. Troppo uguale. Guardo i miei ragazzacci. Occhi vivi. Energia che rimbalza sui muri.
“Ragazzi, si scappa.”
Non serve una meta perfetta. Serve solo una direzione. E le idee… quelle arrivano sempre mentre sei già in movimento.
A pochi chilometri da Treviso c’è un posto che non è solo una libreria. È un rifugio. È un viaggio. È un ritorno. La libreria LOVAT di Villorba (TV).
Entriamo. E subito… quel profumo. Carta, storie, silenzi pieni di significato. Camminiamo tra scaffali che sembrano infiniti. Ogni metro racconta qualcosa. Ogni copertina è una porta.
I miei occhi si incantano come per magia. Lì, dentro una vetrina. Giocattoli anni ’70/’80. Quelli veri. Quelli pesanti. Quelli vissuti. Quelli con cui sono cresciuto io. E in un attimo non sono più papà. Sono di nuovo bambino. Ma i miei figli no. Loro guardano. Curiosi. Ma quel tipo di magia… non l’avranno mai uguale. E forse è giusto così.
Saliamo al primo piano. Carta Straccia. E qui cambia tutto. Una libreria dentro la libreria. Un mondo costruito a misura di sogno. Migliaia di titoli. Spazi aperti. Nessuna regola rigida. Solo libertà.
Il grande si siede. Sfoglia. Legge. Divora tre libri uno dietro l’altro. Si perde.
La piccola no. Lei inventa. Guarda le immagini e costruisce storie che non esistono ancora. E io li guardo. E penso che forse il tempo non si può fermare… ma si può rallentare. E basta questo.
Poi torniamo giù. E arriva la sorpresa che non ti aspetti. Un bar. Dentro una libreria. Sì, esiste davvero. Il Lovat Café. Un posto dove il tempo si siede con te. Dove puoi bere qualcosa e leggere una pagina. O leggere una pagina e poi bere qualcosa. Caffè. Succhi di frutta BIO. Dolci che non chiedono il permesso. Profumi che si mischiano alle storie.
Ci fermiamo. Respiriamo. Viviamo. E in quel momento capisci una cosa semplice. Non servono grandi viaggi. Non servono mete lontane. Serve solo scegliere di uscire. Di cercare. Di condividere.
Ho portato i miei figli in una libreria. Ma in realtà… li ho portati dentro un ricordo. E un giorno, forse, sarà uno di quelli che non finirà mai.
Per maggiori info: LOVAT https://www.librerielovat.com/
Scopri di più da BENPHOTOSTORIE
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.
Lascia un commento