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Ieri sera mi sono infilato in sala con la testa piena di aspettative e una strana fiducia cieca.
Sullo schermo: 28 anni dopo. Nella mia memoria: 28 giorni dopo, un’esperienza sporca, cruda, quasi febbrile.
Mi aspettavo un pugno nello stomaco. Ho ricevuto una carezza stanca.
Mentre scorrevano le scene, cercavo disperatamente un filo, un legame, qualcosa che avesse ancora quell’odore di apocalisse vera. Niente. Solo frammenti, come ricordi di una notte troppo lunga ormai svanita all’alba.
Gli anni sono passati, sì. Ma gli zombie… loro no. O meglio, non così. Nessun vero salto, nessuna evoluzione, nessuna ferita che resti aperta. E quando la storia dovrebbe colpirti, ma ti sfiora appena, non ti lascia nessun segno.
E poi il finale. Un colpo sparato a salve.
Non voglio rovinare nulla a chi deve ancora vederlo — ma diciamo; che una volta usciti dalla sala, resta solo una sensazione: non è il mondo a essere cambiato… sono gli zombie che hanno perso il coraggio.
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