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Referendum 2026 – Votare con la testa propria!
C’è una malattia che colpisce gli elettori ogni volta che arriva un referendum: il tifo da stadio. Non si vota più per capire una legge, un cambiamento, una scelta concreta. Si vota per appartenenza. Per bandiera. Per simpatia verso il politico di turno.
E così il referendum — che dovrebbe essere lo strumento più libero della democrazia — diventa una curva da stadio. Ma votare non è tifare. Il referendum non chiede: “Ti piace questo partito?” Chiede: “Vuoi questa legge oppure no?”
Sono due cose completamente diverse. Viviamo immersi in un frastuono continuo. Televisioni, social, giornali, influencer improvvisati, politici in cerca di consenso. Ognuno urla la propria verità. Spesso senza aver letto una riga del testo su cui si vota.
E così succede una cosa paradossale: milioni di persone discutono furiosamente di qualcosa che non conoscono davvero.
“Se voti SÌ sei con noi.”
“Se voti NO sei contro di noi.” E viceversa!!!
No. Non funziona così. Il referendum non è una maglia politica. Il referendum è uno degli ultimi spazi in cui il cittadino può essere davvero libero. Perché nella cabina elettorale non ci sono partiti. Non ci sono talk show. Non c’è propaganda. Ci sei solo tu. Tu e una domanda semplice.
E la risposta dovrebbe nascere da una sola cosa: la tua coscienza e la tua comprensione del problema. Non dall’ordine di scuderia di un leader. Non dal post più condiviso su Facebook. Non dal titolo gridato di un giornale.
Informarsi è un atto di libertà Prima di votare, bisognerebbe fare un gesto rivoluzionario nella nostra epoca: leggere.
Leggere cosa cambia davvero. Capire quali sono gli argomenti di chi dice SÌ. E quelli di chi dice NO. Perché la democrazia non si difende urlando. Si difende pensando. Ogni scheda è una piccola porzione di potere. Una porzione minuscola, certo. Ma reale.
Usarla per obbedire a una tifoseria politica è uno spreco. Usarla dopo aver ragionato è un atto di maturità civile. Non importa se alla fine voterai SÌ o NO. Importa perché lo farai.
Se lo farai perché qualcuno ti ha detto cosa pensare, allora non stai scegliendo. Stai solo eseguendo.
Se invece lo farai perché hai capito, riflettuto e deciso da solo, allora sì: avrai esercitato la cosa più preziosa che una democrazia possiede. La libertà di pensiero.
Leggi il mio articolo completo su @trevisotoday https://www.trevisotoday.it/social/segnalazioni/referendum-2026-votare.html
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