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Da Treviso a Roma la storia di: ROCKERS – the proud freaks- Flow
Davanti a me c’è un uomo che ha scritto un libro pieno di rabbia e di amore, di fango e di libertà. Parla di motociclisti, ma in realtà parla di uomini — di quelli che vivono al margine del mondo, dove l’aria sa di benzina e di solitudine.
Nel libro si parla del mondo dei motociclisti, santi eccentrici, suore borderline e peccatori con il cuore spaccato. Ma in verità, chi è Flow? L’autore di Rockers!
In una follia lucida, con domande che non cercano risposte: esplodono, disturbano, scompigliano. Odorano di benzina, whisky e paranoia americana, la mia mente si prepara a una scena d’apertura, ironica e feroce — un’intervista impossibile al cuore del caos. La passione per questo mondo non nasce da un giorno all’altro. È nel sangue da sempre, come la puzza d’olio bruciato e la libertà che ti resta addosso dopo un lungo giro. Da venti anni vive dentro un Moto Club, e non più solo per passione da weekend: certe vite non si scelgono. Ti trovano loro, ti trascinano giù nella mischia tra il rumore e il battito sordo dei pistoni.
L’ispirazione arriva in un modo che non puoi spiegare troppo — un po’ dalla musica che ti prende le viscere, un po’ dalla gente che incontri per strada e che ti sputa addosso verità che non leggerai mai nei giornali. Scrivere una storia sui motociclisti nel 2025 è un atto di follia: è come cercare di raccontare un temporale stando sotto la pioggia.
Flow aggiunge – Hanno già detto tutto, già scritto tutto. Eppure mi sono seduto, ho buttato giù parole che mi facevano ridere e vibrare, e a un certo punto non ero più io a scrivere; era la penna che correva e io che cercavo di starle dietro. Tra una corsa e l’altra, oltre a scrivere, disegno e metto musica. Le uniche cose che mi fanno sentire ancora vivo… o almeno, meno morto del resto del mondo. Flow!
Il racconto di Flow mi emoziona e ripenso al suo libro: ROCKERS – the proud freaks. Personalmente non leggo – lo vivo: io mi sporco, fumo con loro, bevo con loro, e nel frattempo interrogo, urlo, rido. Li ho capito, che in mezzo a quella baraonda di santi, peccatori e motori surriscaldati, l’unica verità è una sola: il Rispetto. O la mia illusione. Forse, penso, non parla di motociclisti. Parla di tutti noi — di chi, pur sapendo che la strada è lunga e il destino infame, continua a guidare lo stesso.
Parlami di rispetto –chiedo a Flow, attraverso questa mia intervista.
C’è una parola che attraversa tutto il suo libro come una lama silenziosa: Rispetto. Non l’ha scelta per caso. È la sola cosa che conta, l’unica che resta quando tutto il resto si sgretola. Ho voluto fare delle domande dirette, intime, forse un po’ scomode. Sembrerebbe più un confronto che una chiacchierata.
Intervista a cuore scoperto con l’autore di Rockers. Flow!
Ha scritto che la parola chiave è “Rispetto”. Ma cos’è, per lei, il rispetto? E chi lo merita davvero?
Il rispetto è una sensibilità che ci permette di avere una relazione sana con un’altra persona. Chi lo merita davvero? Rispetto per rispetto.
In questo universo di motori, fratellanza e silenzi, c’è anche violenza. Perché ha deciso di non nasconderla?
Il mio non è un romanzo per bambini, perché nascondere una realtà che è presente ogni giorno sotto i nostri occhi? Fa parte dell’umanità, in generale, solo che certe volte fa più comodo non parlare della violenza presente in certi ambienti per così dire “buoni”, si preferisce puntare il dito su gli indiani, come è già successo, solo perché diversi, “selvaggi”.
Ha mai pensato, che per certi uomini, la strada sia l’unico posto dove possono ancora essere amati?
In strada si incontrano tante persone che hanno sofferto, con un buio interiore, l’amore porta luce.
Perché ha scelto di ambientare questa storia oggi, nel 2025, in un’epoca dove il silenzio e la lealtà sembrano valori d’altri tempi?
La storia è stata scritta fisicamente nel 2025, ma si svolge alla fine del 900, in un’epoca indefinita, la gente non usa il cellulare, anzi, solo in un momento del racconto ne compare uno, portando delle conseguenze. Il mondo di adesso non mi piace, ho scritto restando dentro al mio.
Ha scritto di onore e rispetto, ma anche di dolore e fallimento. Crede ancora che un uomo possa essere “buono” nonostante tutto?
Dipende dalla crescita interiore che uno ha, qualcuno non ce la fa a essere buono: chi per invidia, chi per sete di potere, chi per i soldi e chi per tanti altri vizi mentali. Invece c’è chi cerca sempre il bene in ogni cosa, invece che il male.
Se potesse dire una sola cosa a Franco, oggi, guardandolo negli occhi… cosa gli direbbe?
Sei solo stato sfortunato, nel momento sbagliato nel posto sbagliato, ma sei ammirato e amato da tutti quelli che sanno la tua storia.
E se Franco potesse risponderle… crede che la ringrazierebbe o la accuserebbe di avergli rubato l’anima?
Mi direbbe: grazie Flow per aver parlato della mia Famiglia, nel bene e nel male.
Per quelli veri — non i turisti della velocità, ma chi la benzina ce l’ha al posto del sangue. Per chi sa che l’odore d’olio bruciato è poesia e il rumore del motore è preghiera.
Qui si legge per restare vivi, nel caos e nel delirio più sano che ci sia: https://battellostampatore.com/libro/rockers/
Ph articolo: Benphotostorie – Andrea Finocchi – Flow!
Leggi l’articolo completo su @trevisotoday con intervista: https://www.trevisotoday.it/social/segnalazioni/treviso-a-roma-la-storia-di-rockers-the-proud-freaks-flow-13177131.html
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