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L’unica attrezzatura che avevo erano un binocolo, una penna e un po’ di carta. @janegoodallinst
Con il vento rosso della savana che porta ancora l’eco delle sue parole, salutiamo Jane Goodall. L’etologa che ha fatto della sua vita un cammino di luce tra le ombre della foresta. Si è spenta a 91 anni, come ha annunciato la sua fondazione.
La sua voce, ferma e gentile, ha richiamato l’attenzione del mondo sugli scimpanzé, minacciati dall’estinzione. Per quasi sessant’anni ha vissuto accanto a loro nelle terre del Kenya e della Tanzania, scrutandone i gesti, le emozioni, i silenzi. Non era soltanto ricerca: era un patto, una promessa di protezione.
La sua fama internazionale non è stata un palcoscenico, ma un megafono: ha parlato contro la distruzione dell’ambiente, contro l’indifferenza che divora il futuro delle foreste africane.
Chi ha avuto la fortuna di incontrarla, ricorda i suoi occhi chiari, capaci di raccontare con la stessa intensità di una fotografia il legame invisibile tra uomo e natura. E in quell’immagine rimarrà per sempre: una donna sola, tra i primati, a testimoniare che la salvezza del mondo passa dal rispetto di ogni creatura.
Grazie anche a Michael “Nick” Nichols @michaelnicknichols per questa bellissima foto. @benphotostorie
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