Hunter S. Thompson – Il mio santo patrono del caos lucido

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Hunter S. Thompson – Il mio santo patrono del caos lucido

Questa immagine creata con l’IA, rappresenta un me, sulla mia Harley-Davidson (più o meno), accanto al mio giornalista/scrittore preferito, in uno stile visivo vintage/psichedelico, ispirato ai suoi leggendari viaggi.

Hunter Stockton Thompson (18/07/1937 – 20/02/2005), come dicevo, il mio giornalista e scrittore preferito per aver creato il cosiddetto gonzo giornalismo, uno stile di scrittura tra giornalismo base e le impressioni personali, con l’aggiunta di racconti esterni così da creare un personale punto di vista sugli avvenimenti e le situazioni.

Ci sono scrittori che raccontano la realtà. E poi c’è Hunter S. Thompson, che la prende a pugni in faccia, la stordisce con litri di bourbon e la rimette in piedi solo per deriderla. Per me, Thompson non è solo un giornalista: è un faro in mezzo alla nebbia del conformismo. Il suo stile, il gonzo, è stato un’esplosione nella mia mente la prima volta che l’ho incontrato. Non solo raccontava i fatti: li viveva, li distorceva, li amplificava. Era l’autore e allo stesso tempo il protagonista della sua narrazione.

Gonzo giornalismo: tra verità e follia

Inventato da Thompson negli anni ’70, il gonzo giornalismo è una forma di scrittura dove il reporter diventa parte integrante del racconto. Addio oggettività: il punto di vista personale, l’esperienza diretta e persino la paranoia diventano strumenti narrativi. Il confine tra reportage e romanzo si dissolve.


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