Campo Trincerato di Mestre

Campo Trincerato di Mestre

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Siamo così elettrizzati dal fascino di viaggiare, percorrendo migliaia e migliaia di chilometri con l’obiettivo di superare ogni tipo di confine, che a volte ci dimentichiamo della storia e dei bei posti che sono all’interno del nostro Bel Paese. Anche a pochi chilometri dalla propria abitazione. Amo viaggiare con la mia Harley-Davidson, è ormai risaputo… e così ho voluto abbracciare questa mia passione di fotoreporter on the road, alla storia militare che rappresenta la mia città, di adozione. Venezia. Percorrendo poco più di 100 km, sono tornato indietro nel passato, in una sorta di capsula del tempo virtuale, visitando ogni ex Forte del Campo Trincerato di Mestre.

I Forti di Mestre sono attualmente al centro di un grande riconoscimento storico, culturale, ambientale, e sociale. Un’imponente ex rete militare, a protezione sulla terraferma, dell’allora Serenissima Repubblica di Venezia, già sufficientemente protetta da una serie di batterie e fortificazioni verso il mare (l’Arsenale). Vennero progettati inizialmente undici forti – realizzati dopo l’unità d’Italia, con lo scopo di creare un vasto arco, da Malcontenta a Tessera, come nucleo principale di Forte Marghera: costruito precedentemente dai francesi nel luglio del 1805, e poi terminato dagli austriaci nel 1813, tra paludi e barene, con lo scopo di proteggere inizialmente le principali vie di comunicazione tra Venezia e la terraferma. Il ruolo principale di Forte Marghera, formata da una tipica struttura dell’Ottocento, dalle fortificazioni bastioniate poligonali – creata principalmente per vari scopi specifici, fu quello di contenere un’armata, con l’aggiunta di essere anche un probabile rifugio in caso di assedio imminente, non facilmente attaccabile dalla laguna.

Per problemi di costi, furono realizzate soltanto le prime tre opere: forte Gazzera (Brendole), costruito nel 1883, tra il fiume Marzenego e il Rio Dosa, il più vecchio dei tre forti di prima generazione. Fu poi la volta di Forte Carpenedo, nel 1886, costruito nel centro dell’ormai inesistente bosco di Carpenedo. Tra il 1887 e il 1890, sorge Forte Tron: gemello di Carpenedo. Agli inizi del Novecento si decise, finalmente, di completare il campo trincerato, ristrutturando in primis i tre forti iniziali, compreso Forte Marghera. Sostituendo gli ormai armamenti obsoleti. Il mio viaggio nel tempo in Harley-Davidson continua, arrivando così nel 1907 a forte Rossarol, attualmente ancora zona militare, in quell’epoca fu progettato per essere il primo, e il più importante, forte del campo trincerato. Sia per via della sua struttura un po’ fantascientifica, che per i quattro pozzi con mitragliatrice che spuntavano in mezzo al terrapieno frontale. Sei nuovi forti denominati “batterie corazzate”, sorgevano in posizioni più avanzate, per garantire una gittata migliore ai potenti cannoni in pozzo, protetti da cupole in acciaio, sempre circondate da un fossato. Forte Pepe, nel 1909, fu la punta avanzata dello schieramento mestrino. Sito ai margini della Valle Pagliaga. Forte Sirtori sorto nel 1911 a controllo delle linee ferroviarie della Valsugana e Padova. Sempre in quel periodo fu la volta di Forte Mezzacapo (Marocco), tra forte Carpenedo e forte Gazzera, monitorando principalmente la strada per Treviso, e la via ferroviaria per Udine. Forte Cosenz, gemello di forte Sirtori, situato sulle anse del fiume Dese.

Arrivo con la mia metaforica capsula temporale a due ruote, proprio in stile militare, all’anno 1912, ammirando così la costruzione di forte Poerio, sito in località Ponte Damo, vicino al Naviglio Brenta, chiudendo in questo modo il fronte sud del campo trincerato. A forte Bazzera fu costruita una polveriera come deposito esterno, e a Campalto venne stanziata una squadriglia di aeroplani con dirigibili. Attualmente, la maggior parte di questi forti, come Marghera, Carpenedo, Gazzera, Tron, Mezzacapo, sono accessibili al pubblico per un’esperienza unica da non perdere, scoprendo una Venezia inedita a cielo aperto, un’architettura militare creata dal XV al XX secolo, con più di 100 manufatti, forti, torri, polveriere, batterie, distribuiti tra la laguna e la terraferma. Un sistema di difesa infallibile che per secoli ha protetto la Serenissima. Oltre a essere un’ottima meta per un gradito giro in moto, macinando un po’ di chilometri. Torno a casa arricchendo allo stesso tempo la mia mente. Passo e chiudo!

Campo trincerato di Mestre… la mia storia pubblicata anche su @veneziatoday 🖤🧡 grazie!

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