BENPHOTOSTORIE: National Geographic – I GRANDI FOTOGRAFI

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Leggendo le varie storie dei grandi Fotografi, mi sono soffermato su questo capitolo iniziale dove racconta di “una dozzina di fotografi che riempiva una sala all’ottavo piano della National Geographic Society a Washington. Si trovavano la sera in una sala di proiezione priva di finestre… per seguire uno spettacolo esclusivo: un – tray party – una festa a base di diapositive in cui ognuno portava il proprio caricatore, e se voleva, una bottiglia di vino…“.

In questa serata diedero inizio a un rituale che li accomunava tutti: le proiezioni delle immagini che avevano scattato durante un reportage. Questo non veniva fatto per i lettori del National, né per i redattori, ma solo per loro stessi. Nel racconto viene descritto che i fotografi potevano rientrare da un reportage con 600-800 rullini di pellicola… 20-30.000 fotografie. Non sono però 20.000 immagini con soggetti differenti ma riducendo il solo numero di fotografie a un singolo caricatore, cioè di 80 scatti… quell’idea fissa di un unico caricatore, nasce per averne uno così perfetto da rendere quasi impossibile, per chi dovrà selezionare le immagini da pubblicare, sceglierne 30 su 80… diverse fra loro.

Fonte: National Geographic – I GRANDI FOTOGRAFI


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